CRANS-MONTANA E IL COVID
Questi due eventi a prima vista non hanno punti in comune tranne la loro tragicita’.
In apparenza.
In realta’ essi rappresentano esempi di sciagure mediche, che hanno ricevuto risposte organizzative opposte.
Nel caso di Crans-Montana si sono prodotti oltre 100 feriti, tutti con gravi ustioni. Questo fatto ha saturato I posti disponibili, prima nell’ospedale piu’ vicino (Sion) e poi in tutta la Svizzera, che va ricordato, ha le stesse dimensioni della Lombardia. Si e’ subito attivato un meccanismo di compensazione in cui pazienti sono stati inviati nel giro di pochi giorni in Italia, Belgio, Francia, Germania, sopperendo cosi’ alla mancanza di sufficienti posti letto locali.
Nel caso del COVID successse invece tutto il contrario: vi ricordate le scene apocalittiche dell’ospedale di Bergamo e della bergamasca ? Ebbene, esse furono dovute in gran parte alla mancanza del meccanismo organizzativo che invece e’ stato messo in funzione per Crans-Montana. E nel caso del COVID I pazienti non si sono prodotti tutti insieme contemporanemente , come avvenuto a Crans-Montana, ma nel giro di giorni/settimane/mesi, e tuttavia I trasferimenti tra ospedali, anche della stessa regione, non avvennero, lasciando quindi ogni ospedale a se stesso.
Le conseguenze, ahime’, le conosciamo tutti bene.