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La Storia di Roberta

Ciao, mi chiamo Roberta, ho 40 anni. L’ultima volta che ho avuto anche solo un’influenza avevo 17 anni, non avevo paura di morire di COVID, non avevo paura di morire, mi terrorizzava lo stallo, il mondo fermo, il non ritrovare un lavoro, perché la verità è che in Italia ammalarsi è un lusso e io non potevo permettermelo, se solo avessi pensato per un secondo di poter finire in questo inferno, mai mi sarei vaccinata. Per sentirmi tranquilla ho effettuato una serie di analisi pochi giorni prima, tutto ok.

A Giugno 2021 prima dose Pfizer, un’ora dopo mi sentivo svenire, poi il classico dolore al braccio, a seguire debolezza estrema, andavo a fuoco dalle braccia in su, dispnea, non riuscivo a fare oltre 200 metri o una rampa di scale “tutto normale, passerà, è solo dovuto al caldo e all’ansia”, non avevo motivo alcuno per non crederci, il caldo era infernale e agitarsi per un malessere ad esso collegato, lecito. Luglio, seconda dose, consigli: “magnesio e potassio e tutto andrà bene”. Solo tre giorni dopo tutto è degenerato: herpes zoster (diagnosi messa in dubbio un anno dopo) il dolore è stato indicibile, non riuscivo ad alzarmi dal letto, mangiare, dormire “deve avere pazienza”.

A Settembre mi trascinavo su una gamba, emicrania, sensazione di punture di spillo, dolore alla cute, dolore al petto, formicolio all’arto, rigidità, costante dolore addominale, forte dolore lombare, non ho potuto sedermi per oltre 10 minuti per mesi, annebbiamento mentale, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, abbassamento della vista.

Prima visita Neurologica “deve avere pazienza ci vorranno 6/9 mesi, passerà”.

A Dicembre persino il medico mi sconsiglia la terza dose (ovviamente nessuna esenzione) e lì comincia l’altro dolore, quello ancora più invisibile ma che lacera dentro, l’incomprensione e il giudizio, praticamente da parte di chiunque “ ti devi vaccinare come tutti”, “ peggio per te, te lo sei meritato”, resti sola, spaventata, segregata in casa, ti vengono negate persino alcune visite e terapie nelle cliniche convenzionate perché senza terza dose, STAI MALE PER AVERLO FATTO MA NON PUOI PROVARE A CURARTI PER NON AVER PROSEGUITO.

“Sarà ansia” diceva il medico, la mia pazienza era finita.

È cominciato un calvario fatto di innumerevoli visite, esami, incalcolabili e inutili cure, quasi tutto “PAGATO PRIVATAMENTE”: cardiologo, reumatologo, fisiatra, neurochirurgo, gastroenterologo, secondo neurologo, 9 medici di base, internista, ortopedico, endocrinologo e altri ancora (molti mi hanno detto chiaramente fosse tutto dovuto al vaccino (nessuno l’ha mai scritto), risonanze, ecografie, elettromiografia, elettrocardiogramma, più volte analisi del sangue, migliaia di euro spesi (non perché potessi permettermelo) per cercare una cura che non so se arriverà mai.

Ad oggi convivo con la maggior parte dei dolori 7 giorni su 7, ho un’artrosi degenerativa, un’osteoporosi a rischio frattura, sono invecchiata di 30 anni in pochi mesi, il mio corpo non è più il mio corpo, io non sono più io, sono un’invalida inesistente e non accetto di esserlo!

Ho rispettato le regole, rispettato TUTTI, anche chi aveva un pensiero opposto al mio, e da quei TUTTI sono stata punita, umiliata, insultata, derisa e dimenticata, certamente mai compresa.

Mi sono odiata, con il tempo perdonata, ma questa non si può chiamare vita e io come tutti coloro che vivono il mio stesso calvario, meritiamo di riaverne una!

MERITIAMO RISPETTO E CURE come chiunque.

Ci Hanno uccisi lasciandoci a guardare noi stessi come da dietro un vetro, impotenti e straziati mentre in lontananza gli ALTRI continuano a vivere, camminare, ridere, piangere, sì, perché persino piangere è un lusso che NOI non possiamo permetterci, acutizza i sintomi e i dolori, tutti.